Gli impianti pubblicitari a Roma, uno per uno
La scelta non parte dal formato: parte da chi deve vedere il manifesto. Chi passa in auto su una strada a scorrimento non guarda quello che legge chi aspetta l’autobus, e chi ti sta già cercando ha bisogno di un’altra cosa ancora. Qui sotto ci sono gli otto impianti che gestiamo, con la misura, dove stanno, chi li vede e a cosa non servono.
Le cifre stanno sulla pagina dei prezzi: qui si sceglie l’impianto.
Prima chi lo deve vedere, poi l’impianto
La stessa campagna cambia impianto a seconda di chi vuoi raggiungere. Questa tabella si legge dalla prima colonna.
Otto impianti, e a cosa serve ciascuno
Per ognuno: quanto misura, dove sta, chi lo vede e il limite. Il limite è la parte che serve di piu’ quando si sceglie.
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Poster 3×2 3 metri di base per 2 di altezza · mono o bifacciale Dove sta: nei punti ad alto scorrimento di persone e automobili, su palo o a parete. Chi lo vede: chi passa in auto, alla velocità della strada. Da sapere: si può illuminare con fari da 150 W a bracci regolabili, e allora lavora anche di notte. Il limite: è il formato dei messaggi brevi. Una riga e un marchio, non un discorso. Scheda: Poster 3×2 -
Maxi 6×3 e 4×3 dai 12 metri quadrati in su · grande formato Dove sta: sulle arterie e nei punti dove serve essere visti da lontano. Chi lo vede: chi guida, e lo vede prima di arrivarci. Da sapere: la superficie cambia il modo di disegnare il manifesto, non solo la sua scala. Il limite: è l’impianto che si nota di piu’, e per questo va scelto dove c’è spazio per guardarlo. Scheda: Maxi 6×3 e 4×3 -
Parapedonali 100×70 100 per 70 centimetri · bifacciali Dove sta: ai margini dei marciapiedi, a gruppi di due o tre, con grafica omogenea. Chi lo vede: il pedone, da vicino, mentre cammina. Da sapere: lavorano in serie: uno solo si perde, tre di fila si notano. Il limite: si legge da due metri, non da venti. Scheda: Parapedonali 100×70 -
Fermate bus pannelli ai punti di attesa Dove sta: alle fermate dei mezzi, che a Roma sono ovunque. Chi lo vede: chi aspetta, e quindi guarda a lungo: studenti, pendolari, chi si muove in città senza auto. Da sapere: è l’unico impianto davanti a cui una persona sta ferma per minuti. Il limite: raggiunge chi usa i mezzi, non chi guida. Scheda: Fermate bus - Stendardi 2×2 200 per 200 centimetri · lamiera bifacciale Dove sta: in centro storico e nelle zone periferiche di molta visibilità. Chi lo vede: chi passa da entrambi i lati della strada. Da sapere: il quadrato è un formato suo, non un rettangolo ritagliato. Il limite: la grafica va pensata quadrata, non adattata all’ultimo momento. Scheda: Stendardi 2×2
- Paline monumentali manifesti informativi in contesti di pregio Dove sta: presso siti di interesse storico, architettonico, paesaggistico e monumentale, e a Roma le posizioni sono migliaia. Chi lo vede: chi cammina e si ferma a leggere. Da sapere: il contesto è di pregio e il tono del messaggio deve starci dentro. Il limite: il messaggio commerciale spinto qui stona, e si vede. Scheda: Paline monumentali
- Indicatori viari impianti a lunga permanenza, spesso ripetuti Dove sta: lungo la viabilità cittadina, su piu’ posizioni. Chi lo vede: il passante abituale, che ci fa l’occhio. Da sapere: lavorano sulla ripetizione nel tempo. Il limite: non servono al colpo secco: servono a esserci sempre. Scheda: Indicatori viari
- Frecce indicatorie segnalano la direzione verso l’attività Dove sta: vicino alle aree industriali e agli snodi degli incroci. Chi lo vede: automobilisti e pedoni che ti stanno già cercando. Da sapere: è l’unico impianto che si legge mentre si decide dove svoltare. Il limite: serve a farti trovare, non a farti conoscere. Scheda: Frecce indicatorie
Poi si sceglie per quanto tempo
Le due durate non sono impianti: sono due modi diversi di usarli, e cambiano il messaggio prima ancora del formato.
- Temporanea, 14 giorni La quattordicina: serve a offerte, aperture, saldi e promozioni. Vuole grandi formati e molte posizioni, perché deve fare pressione in poco tempo. Le date sono fisse e uguali in tutta Italia: sono 26 l’anno.
- Permanente, da un anno in su Serve al messaggio che deve restare: dove sei, cosa fai, come si arriva. Lavora su chi passa la prima volta, e poco su chi passa ogni giorno.
Quello che vedi in giro, e di chi è
Tre cose diverse con tre regole diverse. Sapere quale hai davanti cambia a chi devi chiedere.
- Gli impianti privati Sono quelli che gestiamo noi: il poster su palo, i parapedonali, gli stendardi. Le autorizzazioni sull’impianto ci sono già, tu porti il messaggio e la data.
- Le pubbliche affissioni Sono il servizio del Comune, con le sue plance e le sue regole: manifesti istituzionali, necrologi, avvisi. Non sono nostre e non ce ne occupiamo: si chiedono al Comune.
- Le insegne della tua sede L’insegna sopra la tua porta è un’altra cosa ancora, e a Roma dal 2026 vuole la sua pratica. Noi non seguiamo pratiche di insegne o di impianti di terzi: qui c’è come funziona.
Roma e i comuni della Città metropolitana
Gli impianti stanno in città e nei comuni intorno. Quali siano liberi dipende dalla quattordicina: si guarda insieme quando mi dici la zona e la data.
Dimmi dove ti serve farti vedere e per quale periodo: ti torno con le posizioni disponibili e la cifra, stampa e affissione comprese. Il materiale si concorda quando si prenota l’uscita.
Quello che ci chiedono prima di scegliere
Quattro domande che arrivano sempre, con la risposta che daremmo a voce.
Quasi sempre i parapedonali, perché lavorano sul pedone che già passa in zona, e le frecce indicatorie se il negozio è defilato. Il poster 3×2 serve quando vuoi farti conoscere anche da chi in quella via non ci passa a piedi.
Sì, ed è il modo normale di lavorare: si sceglie un gruppo di posizioni sulla stessa quattordicina. Sui formati piccoli, come i parapedonali, la ripetizione conta più della singola posizione.
Alcuni sì. Il poster 3×2 può avere fari da 150 W con bracci regolabili, e in quel caso il manifesto si legge anche di sera. Se ti serve la sera, dimmelo prima: cambia la scelta delle posizioni.
È nostro: tu compri lo spazio per il periodo che scegli, e l’impianto resta a noi con le sue autorizzazioni già a posto. Se invece vuoi un impianto tuo, sappi che la collocazione è in ogni caso soggetta ad autorizzazione dell’ente proprietario della strada, e le pratiche di terzi non le seguiamo.
Dimmi chi vuoi raggiungere, ti dico su cosa
Non serve che tu sappia già il formato: bastano la zona, il periodo e che cosa vuoi ottenere. All’impianto ci pensiamo noi.
Se preferisci parlarne a voce, il telefono è quello qui sotto: risponde l’agenzia, non un risponditore.
Telefono 06 94802308 Email info@affissioni.roma.itScelto l’impianto, restano il prezzo e la data
Due pagine che rispondono alle domande che vengono subito dopo questa.
