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Come si chiama oggi

L’imposta comunale sulla pubblicità non esiste più: dal 2021 è il canone unico

Se stai cercando l’imposta comunale sulla pubblicità o il diritto sulle pubbliche affissioni, il nome è giusto ma la cosa non c’è più: dal 1° gennaio 2021 sono stati sostituiti dal canone unico patrimoniale, istituito dalla legge 160/2019 all’articolo 1, comma 816. Il nome vecchio resta nelle ricerche e nelle conversazioni, ma quello che si paga oggi ha un’altra disciplina.

Qui sotto: che cosa ha sostituito, chi paga nei tre casi, e perché pagare non vuol dire essere autorizzati.

Prima e dopo

Cinque nomi diventati uno

Il canone unico non è una tassa in più: è il contenitore in cui sono confluiti prelievi che prima erano separati.

Fino al 2020
Dal 2021
TOSAP, tassa per l’occupazione di spazi e aree pubbliche
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Canone unico patrimoniale
COSAP, canone per l’occupazione di spazi e aree pubbliche
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Canone unico patrimoniale
Imposta comunale sulla pubblicità e diritto sulle pubbliche affissioni
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Canone unico patrimoniale
CIMP, canone per l’installazione di mezzi pubblicitari
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Canone unico patrimoniale
Canone dell’articolo 27 del Codice della Strada
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Canone unico patrimoniale

Lo stabilisce ogni Comune con la propria delibera: importi, zone e modalità cambiano da un Comune all’altro, e cambiano nel tempo. Per questo in questa pagina non troverai nessuna cifra.

Chi paga cosa

Tre situazioni diverse, e non si somigliano

La confusione nasce quasi sempre qui: chi affigge un manifesto pensa di dover fare quello che deve fare chi installa un impianto.

  • Affiggi un manifesto su un impianto in servizio È il caso più comune: compri lo spazio per una o più quattordicine su un impianto che esiste già. Non hai pratiche da aprire e non ti arriva nessun avviso di pagamento. Quello che riguarda l’impianto lo quantifichiamo nel preventivo.
  • Hai un impianto tuo Hai installato o vuoi installare un cartello su un tuo spazio. Qui il canone riguarda te, e si aggiunge all’autorizzazione: sono due cose diverse e servono tutte e due. Lo versi tu al Comune, secondo la sua delibera.
  • Hai un’insegna sulla tua sede L’insegna sopra la porta segue regole sue, e a Roma dal 2026 anche una procedura sua. Alcuni casi sono esenti, altri no: dipende da misure e collocazione, e lo dice il regolamento del Comune. Si verifica caso per caso al Comune: non è una cosa che si risponde a distanza.
Cartellone pubblicitario installato in un piazzale privato accanto a un capannone, con la recinzione davanti
Il caso b: l’impianto è tuo, sul tuo spazio. Qui il canone lo versi tu al Comune, e resta separato dall’autorizzazione.
Pannello pubblicitario in primo piano su una via commerciale, con le vetrine e i passanti sfocati sullo sfondo
Quanto si paga

La risposta onesta: dipende, e non da noi

Il canone unico lo delibera ogni Comune. L’importo cambia con la zona, la superficie dell’impianto, la durata dell’esposizione e l’anno.

  • • Non troverai tariffe in questa pagina, e non è reticenza: una cifra scritta qui sarebbe sbagliata per quasi tutti quelli che la leggono, e invecchierebbe senza avvisare.
  • • Gli importi si verificano presso il Comune di riferimento, che li pubblica con la propria delibera.
  • • Se invece ti serve solo far vedere un messaggio, la cifra che ti interessa è un’altra: quella del listino delle affissioni.
Impianto pubblicitario su palo lungo un viale a scorrimento, visto da lontano con il traffico che passa sotto
Il canone segue l’impianto: dove sta, quanto è grande e per quanto tempo resta.
Attenzione

Pagare non vuol dire essere autorizzati

Sono due passaggi distinti e vanno tutti e due: il canone è quanto paghi, l’autorizzazione è se puoi installare. Averne uno solo non basta, e l’articolo 23 del Codice della Strada è chiaro sul secondo. Qui c’è come funzionano i permessi.

Le domande sul canone

Quello che ci chiedono quando sentono la parola tassa

Cinque domande, con la risposta netta.

L’imposta comunale sulla pubblicità esiste ancora?

No. Dal 1° gennaio 2021 è stata sostituita dal canone unico patrimoniale, che ha assorbito anche il diritto sulle pubbliche affissioni. Il nome vecchio resta nell’uso comune, ma il prelievo di oggi ha un’altra disciplina.

Il canone è compreso nel prezzo dell’affissione?

Quello che riguarda l’impianto lo quantifichiamo nel preventivo insieme al resto: quando ti arriva la cifra hai già tutto davanti e non c’è niente che si aggiunge dopo.

Se affiggo un manifesto, devo pagare qualcosa al Comune?

No, non tu. Se compri lo spazio su un impianto in servizio, non hai pratiche da aprire né avvisi da ricevere: quello che ti riguarda è il prezzo dell’affissione.

Vale anche fuori Roma?

Sì, il canone unico è nazionale. Quello che cambia è quanto: ogni Comune lo delibera per conto suo, quindi due comuni vicini possono avere importi diversi.

E se l’insegna è solo il mio nome sulla porta?

Dipende da misure e collocazione: alcune fattispecie sono esenti, altre no, e lo stabilisce il regolamento del Comune. È una verifica da fare lì, non una risposta che si dà a distanza.

Il preventivo

Se quello che ti serve è farti vedere, il conto è uno solo

Dicci zona e periodo: ti rispondiamo con le posizioni disponibili e con la cifra completa, senza sorprese da aggiungere dopo.

Per il canone di un impianto tuo il riferimento è il Comune: noi non facciamo consulenza fiscale e non ne diamo.

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