L’imposta comunale sulla pubblicità non esiste più: dal 2021 è il canone unico
Se stai cercando l’imposta comunale sulla pubblicità o il diritto sulle pubbliche affissioni, il nome è giusto ma la cosa non c’è più: dal 1° gennaio 2021 sono stati sostituiti dal canone unico patrimoniale, istituito dalla legge 160/2019 all’articolo 1, comma 816. Il nome vecchio resta nelle ricerche e nelle conversazioni, ma quello che si paga oggi ha un’altra disciplina.
Qui sotto: che cosa ha sostituito, chi paga nei tre casi, e perché pagare non vuol dire essere autorizzati.
Cinque nomi diventati uno
Il canone unico non è una tassa in più: è il contenitore in cui sono confluiti prelievi che prima erano separati.
Lo stabilisce ogni Comune con la propria delibera: importi, zone e modalità cambiano da un Comune all’altro, e cambiano nel tempo. Per questo in questa pagina non troverai nessuna cifra.
Tre situazioni diverse, e non si somigliano
La confusione nasce quasi sempre qui: chi affigge un manifesto pensa di dover fare quello che deve fare chi installa un impianto.
- Affiggi un manifesto su un impianto in servizio È il caso più comune: compri lo spazio per una o più quattordicine su un impianto che esiste già. Non hai pratiche da aprire e non ti arriva nessun avviso di pagamento. Quello che riguarda l’impianto lo quantifichiamo nel preventivo.
- Hai un impianto tuo Hai installato o vuoi installare un cartello su un tuo spazio. Qui il canone riguarda te, e si aggiunge all’autorizzazione: sono due cose diverse e servono tutte e due. Lo versi tu al Comune, secondo la sua delibera.
- Hai un’insegna sulla tua sede L’insegna sopra la porta segue regole sue, e a Roma dal 2026 anche una procedura sua. Alcuni casi sono esenti, altri no: dipende da misure e collocazione, e lo dice il regolamento del Comune. Si verifica caso per caso al Comune: non è una cosa che si risponde a distanza.


La risposta onesta: dipende, e non da noi
Il canone unico lo delibera ogni Comune. L’importo cambia con la zona, la superficie dell’impianto, la durata dell’esposizione e l’anno.
- • Non troverai tariffe in questa pagina, e non è reticenza: una cifra scritta qui sarebbe sbagliata per quasi tutti quelli che la leggono, e invecchierebbe senza avvisare.
- • Gli importi si verificano presso il Comune di riferimento, che li pubblica con la propria delibera.
- • Se invece ti serve solo far vedere un messaggio, la cifra che ti interessa è un’altra: quella del listino delle affissioni.

Pagare non vuol dire essere autorizzati
Sono due passaggi distinti e vanno tutti e due: il canone è quanto paghi, l’autorizzazione è se puoi installare. Averne uno solo non basta, e l’articolo 23 del Codice della Strada è chiaro sul secondo. Qui c’è come funzionano i permessi.
Quello che ci chiedono quando sentono la parola tassa
Cinque domande, con la risposta netta.
No. Dal 1° gennaio 2021 è stata sostituita dal canone unico patrimoniale, che ha assorbito anche il diritto sulle pubbliche affissioni. Il nome vecchio resta nell’uso comune, ma il prelievo di oggi ha un’altra disciplina.
Quello che riguarda l’impianto lo quantifichiamo nel preventivo insieme al resto: quando ti arriva la cifra hai già tutto davanti e non c’è niente che si aggiunge dopo.
No, non tu. Se compri lo spazio su un impianto in servizio, non hai pratiche da aprire né avvisi da ricevere: quello che ti riguarda è il prezzo dell’affissione.
Sì, il canone unico è nazionale. Quello che cambia è quanto: ogni Comune lo delibera per conto suo, quindi due comuni vicini possono avere importi diversi.
Dipende da misure e collocazione: alcune fattispecie sono esenti, altre no, e lo stabilisce il regolamento del Comune. È una verifica da fare lì, non una risposta che si dà a distanza.
Se quello che ti serve è farti vedere, il conto è uno solo
Dicci zona e periodo: ti rispondiamo con le posizioni disponibili e con la cifra completa, senza sorprese da aggiungere dopo.
Per il canone di un impianto tuo il riferimento è il Comune: noi non facciamo consulenza fiscale e non ne diamo.
Telefono 06 94802308 Email info@affissioni.roma.itLe due domande che vengono subito dopo questa
Se paghi o non paghi dipende da cosa vuoi fare: qui c’è il resto.
