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Le regole

Affissioni abusive: quando un cartello è irregolare e cosa si rischia

Un’affissione è abusiva quando l’impianto non ha l’autorizzazione dell’ente proprietario della strada, oppure quando non rispetta le prescrizioni con cui l’autorizzazione è stata data. Non è una materia complicata: è una materia in cui conviene sapere di chi è l’impianto.

Qui sotto ci sono le tre fasce di sanzione come le scrive il Codice della Strada e le domande da fare prima di firmare a chiunque ti venda uno spazio.

Impianto pubblicitario in buono stato lungo un marciapiede, con la struttura diritta e il pannello integro
Un impianto in regola non si riconosce a occhio: si riconosce dai documenti che ha dietro.
Tre situazioni diverse

Non tutte le irregolarità sono la stessa cosa

Si somigliano solo a parole: la norma le distingue, e le distingue anche nell’importo.

  • Caso 1 L’impianto non ha l’autorizzazione È il caso più netto: il cartello sta dove non può stare, perché nessuno ha chiesto o ottenuto il titolo dall’ente proprietario della strada.
  • Caso 2 L’autorizzazione c’è, ma non è rispettata L’impianto è autorizzato e poi viene messo in un altro punto, con un’altra misura o in un modo diverso da quello scritto: la legge tratta a parte il mancato rispetto delle prescrizioni.
  • Caso 3 Il manifesto affisso fuori dagli spazi Qui l’impianto non c’entra: il foglio finisce su un muro, su una recinzione, su una saracinesca. Per i manifesti elettorali vale una legge tutta sua, spiegata nella pagina sulle affissioni elettorali.
La scala delle sanzioni

Tre fasce, in ordine crescente

Sono le sanzioni amministrative dell’articolo 23 del Codice della Strada. Le barre sono larghe in proporzione al massimo di ogni fascia: si vede a colpo d’occhio dove sta il salto vero.

  • da 430 a 1.731 euro
    Per chi viola le disposizioni dell’articolo 23 e del suo regolamento: e' la fascia in cui rientra la collocazione senza autorizzazione.
  • da 1.417 a 14.168 euro
    Per chi non osserva le prescrizioni indicate nell’autorizzazione. Qui la legge aggiunge una cosa che riguarda anche chi compra: la sanzione è in via solidale con il soggetto pubblicizzato.
  • da 4.833 a 19.332 euro
    Per chi non ottempera alla diffida a rimuovere il mezzo pubblicitario: è la fascia più alta, e arriva dopo, non subito.

Le cifre sono quelle scritte nel testo vigente dell’articolo. Non facciamo assistenza legale e non entriamo nel merito dei singoli verbali: se ne hai preso uno, il riferimento è l’ente che lo ha emesso.

Dopo la sanzione

La rimozione, e chi la paga

Quando manca l’autorizzazione, l’ente proprietario della strada diffida chi ha collocato l’impianto e il proprietario o possessore del suolo a rimuoverlo.

10 giorni dalla comunicazione

È il termine per rimuovere a proprie spese. Passato quello, l’ente procede da sé e mette le spese a carico di chi ha commesso la violazione e, in solido, del proprietario o possessore del suolo. Se l’impianto sta su suolo pubblico, o se dove sta costituisce un pericolo per la circolazione, la rimozione avviene senza indugio.

Viale cittadino in cui il segnale stradale e l'impianto pubblicitario stanno a distanza l'uno dall'altro, ben distinti
Chi risponde

Non risponde solo chi ha messo il cartello

È la domanda numero uno di questa pagina, e la risposta sta nel testo dell’articolo 23.

  • Chi ha collocato l’impianto È l’autore della violazione: viene sanzionato e viene diffidato a rimuovere.
  • Il proprietario del suolo Viene diffidato insieme a lui e risponde in solido delle spese di rimozione, anche quando l’impianto non è suo.
  • Il soggetto pubblicizzato Per il mancato rispetto delle prescrizioni la legge lo chiama in via solidale. In parole semplici: chi ha comprato lo spazio può essere chiamato a rispondere insieme a chi glielo ha venduto.
Prima di firmare

Quattro domande da fare a chi ti vende uno spazio

Valgono per chiunque, noi compresi. Non servono a sospettare di qualcuno: servono a mettere per iscritto quello che di solito resta sottinteso.

  • «Di chi è l’impianto?» Chi vende lo spazio deve saper dire se l’impianto è suo o di un altro operatore. Se la risposta è vaga, è già una risposta.
  • «C’è l’autorizzazione, e di quale ente?» L’autorizzazione la rilascia l’ente proprietario della strada: dentro il centro abitato, il Comune. Chiedere quale ente è il modo più rapido di capire se la pratica esiste davvero.
  • «Che cosa succede se l’impianto viene rimosso mentre è in corso la mia affissione?» È la domanda che nessuno fa e che conta: mette per iscritto chi si prende il rischio.
  • «Il preventivo dice dove sarà affisso il manifesto?» Una posizione indicata per zona e per punto è verificabile; una posizione «in città» non lo è.
Planimetria arrotolata e una penna su un tavolo chiaro, con la luce che entra dalla finestra
Le risposte a queste domande stanno in un documento, non in una rassicurazione al telefono.
E i nostri impianti?

Sugli impianti che gestiamo la pratica è già fatta

Chi compra un’affissione da noi non apre nessuna pratica e non prende nessun rischio di rimozione: l’autorizzazione riguarda l’impianto, e l’impianto è nostro. Se vuoi capire come funziona quando invece l’impianto vuoi installarlo tu, la pagina giusta è quella sui permessi e le autorizzazioni.

Le domande che ci fanno

Quattro risposte nette

Su questa materia le mezze risposte non servono a nessuno.

Se compro uno spazio e l’impianto è irregolare, pago anch’io?

Per il mancato rispetto delle prescrizioni la legge prevede espressamente la responsabilità in via solidale con il soggetto pubblicizzato. È il motivo per cui conviene chiedere di chi è l’impianto prima di firmare, e non dopo.

Il cartello rimosso si può rimettere?

Non è una cosa che si decide da soli: la rimozione arriva da un provvedimento dell’ente proprietario della strada, e rimettere l’impianto senza aver sistemato il titolo significa ripartire dalla stessa violazione.

Vale anche su una proprietà privata?

L’articolo 23 riguarda la pubblicità lungo le strade e nelle loro fasce di pertinenza, e la diffida a rimuovere è rivolta anche al proprietario o possessore del suolo privato. Quindi no, non basta che il terreno sia tuo.

Un manifesto elettorale segue le stesse regole?

No, ha una legge sua: la propaganda elettorale si affigge negli spazi che ogni Comune destina, e le regole sono spiegate nella pagina dedicata.

Il preventivo

Uno spazio in regola, e la questione non si pone

Dicci zona e periodo: ti rispondiamo con gli impianti disponibili e con la cifra completa, IVA compresa.

Se hai una contestazione già aperta, il riferimento è l’ente che l’ha emessa: non facciamo assistenza legale e non ci mettiamo al posto suo.

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