Serve un’autorizzazione per un cartellone pubblicitario a Roma?
Sì, sempre. L’articolo 23 del Codice della Strada dice che la collocazione di cartelli e impianti pubblicitari lungo le strade è in ogni caso soggetta ad autorizzazione dell’ente proprietario della strada, che nei centri abitati è il Comune. Ma la domanda vera è chi deve chiederla, e la risposta dipende da quale dei due casi è il tuo.
Le due strade sono qui sotto: la prima si chiude in una riga.

Due strade, e una sola è la tua
Prima di leggere qualunque procedura, guarda in quale dei due casi ti trovi. Cambia tutto, compreso se la pratica ti riguarda.
- Caso A Vuoi affiggere un manifesto Compri lo spazio su un impianto che esiste già, per una o più quattordicine. In questo caso non devi chiedere nessuna autorizzazione: l’impianto ce l’ha già, ed è di chi lo gestisce. Tu porti il messaggio e la data. Sui nostri impianti le pratiche sono a posto: guarda i formati.
- Caso B Vuoi un impianto o un’insegna tuoi Vuoi installare qualcosa di tuo: un cartello sul tuo terreno, un’insegna sopra la tua attività. Qui la pratica c’è, e la presenti tu al Comune. Noi non seguiamo pratiche di terzi: qui sotto c’è come funziona, così sai a chi rivolgerti. La procedura la trovi al passo successivo.
Come funziona a Roma per un impianto tuo
Quello che segue vale per chi installa. Sono i fatti come stanno oggi: prima di muoverti verifica sempre sul sito del Comune, perché i regolamenti cambiano e questa pagina non li sostituisce.
- • Chi autorizza: l’ente proprietario della strada. Dentro il centro abitato è il Comune.
- • Dove si guarda a Roma: il Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari e il Regolamento sulla pubblicità e le pubbliche affissioni stabiliscono dove un impianto si può mettere e dove no.
- • Le insegne, dal 2026: il nuovo regolamento approvato dall’Assemblea Capitolina il 1° aprile 2026 ha sostituito l’autorizzazione preventiva con la SCIA: si presenta e si può installare dopo 30 giorni, salvo obiezioni. I pareri obbligatori restano.
- • Il pagamento è un’altra cosa: il permesso dice se puoi installare, il canone unico dice quanto paghi. Sono due passaggi distinti e vanno tutti e due.

Le tre cose che fanno bocciare una richiesta
Vengono dai divieti scritti nell’articolo 23, e sono i motivi per cui una domanda torna indietro anche quando la posizione sarebbe libera.
- 01Somigliare a un segnale stradale. È il divieto più largo e il più sottovalutato: sono vietati gli impianti che per dimensioni, forma, colori, disegno o ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica, ridurne la visibilità o l’efficacia. Un manifesto che gioca col triangolo rosso o col fondo blu delle indicazioni può bastare.
- 02Abbagliare chi guida. Vietati i rifrangenti e le sorgenti luminose che abbagliano o che arrecano disturbo visivo e distrazione con pericolo per la circolazione. L’illuminazione di un impianto va pensata perché il manifesto si legga, non perché si veda da un chilometro.
- 03Mettersi sulle isole di traffico. È vietata ogni installazione sulle isole di traffico delle intersezioni canalizzate. È una posizione che sembra ottima perché la guardano tutti, ed è esattamente per quello che non si può usare.

Quanto costa un impianto senza autorizzazione
Le sanzioni le fissa il Codice della Strada, e non sono simboliche.
- • Da 430 a 1.731 euro per la collocazione senza autorizzazione.
- • Da 1.417 a 14.168 euro per il mancato rispetto delle prescrizioni ricevute.
- • Da 4.833 a 19.332 euro per la violazione della diffida, con rimozione entro 10 giorni e, se non avviene, d’ufficio a spese del responsabile.
È il motivo per cui, se ti serve solo far vedere un messaggio, affiggere su un impianto già autorizzato non è una scorciatoia: è la strada normale.
Quello che ci chiedono prima di partire
Quattro domande, con la risposta netta.
No. L’autorizzazione riguarda l’impianto, non il manifesto che ci metti sopra. Se compri lo spazio su un impianto già autorizzato, la pratica è già stata fatta da chi lo gestisce.
No. Noi gestiamo impianti nostri, con le loro autorizzazioni già a posto: quello che vendiamo è lo spazio e l’affissione. Le pratiche per impianti o insegne di terzi non le seguiamo, e la domanda va presentata al Comune.
L’articolo 23 del Codice della Strada vale in tutta Italia. Quello che cambia da Comune a Comune è il regolamento locale: dove si può mettere un impianto, con quali misure, e con quale procedura.
Dipende dal titolo e dal Comune, e non è un dato che possiamo scrivere qui senza sbagliare: è una delle cose da verificare direttamente con l’ufficio competente.
Se ti serve solo farti vedere, la strada è corta
Dicci zona e periodo: ti rispondiamo con gli impianti disponibili, già autorizzati, e con la cifra completa.
Per le pratiche di un impianto tuo il riferimento è il Comune: al telefono possiamo dirti se quello che hai in mente si fa con un’affissione, che è spesso la risposta.
Telefono 06 94802308 Email info@affissioni.roma.itSe il tuo caso è il primo, sei già a posto
Due pagine per chi ha capito che gli serve un’affissione, non un impianto.
